Legenda
percorso completo
tratto 5

a piedi

in bicicletta

in auto

a cavallo

Da Navarons l’itinerario risale la Val Tramontina. Percorsi circa 3 km dal paese, costeggiando il torrente Meduna, si raggiunge la stretta del Ponte Racli con la diga di sbarramento che forma il lago artificiale denominato di Redona o dei Tramonti. Il percorso principale affianca il lago per 3 km, quindi si interna a destra lungo l’incisione del Torrente Chiarzò; oltrepassato Campone in Comune di Tramonti di Sotto, prosegue verso la Val Cosa e la Val d’Arzino.

 

Variante passo Rest

Continuando lungo la S.S. 552 si raggiungono Tramonti di Sotto, il campeggio Valtramontina sul greto del torrente Meduna e Tramonti di Sopra; continuando, l’Itinerario della Val Tramontina consente di raggiungere l’alta valle del Tagliamento oltre il Passo Rest. Una deviazione per ridiscendere a Tramonti di Sotto attraversa la tipica borgata di Tramonti di Mezzo.

 

Itinerario dei laghi

Dalla diga di Redona, a sinistra, ci si immette nell’Itinerario dei laghi che risale la Val Silìsia, attraversando le borgate di Faidona e Chievolis. Si arriva al lago artificiale di Selva con possibilità di proseguire usando un tratto della vecchia strada militare per la Forcella Clautana e la Valcellina.

Dal lago di Selva, con deviazione a destra e utilizzando la strada a servizio degli impianti di sbarramento, si raggiunge il lago artificiale del Ciul nell’alta Valle del Meduna, con un percorso nelle due gallerie a senso unico alternato.

Con un sentiero che costeggia il torrente si può proseguire, a piedi o in mountain bike, per Tramonti di Sopra, arrivando in località Pradiél.

Il territorio della Val Tramontina, che appartiene interamente alle Prealpi Carniche, ha un’altezza che va dai 270 ai 2.306 m sopra il livello del mare. L’idrografia è rappresentata dal Torrente Meduna e dai suoi affluenti Viellia, Chiàrchia, Tarcenò, Chiarzò, Silìsia e da parte del bacino dell’Arzino con la conca di Teglara e il Canal di Cuna. Il clima è intermedio fra il sub continentale e il sub mediterraneo.

Tutto il territorio è contraddistinto dalla presenza di numerosi rilievi montuosi e fra questi: Caserine Alte (2306 m), Dosàip (2062 m), Fràscola (1961 m), Valcalda (1908 m), Rest (1780), Cuesta Spioléit (1687 m), Col della Luna (1422 m).

Parte del territorio del Comune di Tramonti di Sopra è compresa nel Parco Naturale delle Dolomiti Friulane.

I tre grandi laghi artificiali costituiscono ormai un elemento caratteristico del territorio della Val Tramontina. Costruiti negli anni Cinquanta per scopi di produzione energetica alimentano il sistema d’irrigazione per le coltivazioni della pianura, e sono pure motivo di attrazione turistica. La costruzione del lago dei Tramonti ha sommerso le borgate di Flors, Movàda e Redòna che, nei periodi di secca, emergono come scheletri a testimoniare la storia e il passato.

Salendo la valle verso la diga che ha originato l’invaso artificiale del Lago dei Tramonti l’osservatore rimane colpito dalle zone spoglie ed intensamente erose della destra idrografica del torrente Meduna, a monte di Navarons: dapprima si notano gli estesi “ghiaioni di faglia” (le cataclasiti di Gravis di Trep e Ciucul del Signour) e poi lo spettacolare affioramento quaternario fra Col Ventous e l’appicco roccioso sulla stretta di Ponte Racli. Quest’area si è recentemente sollevata e i depositi, spessi fino a 150 m, si presentano anche piegati ad anticlinale. Di fatto in tre sequenze sovrapposte si passa da limi sovraconsolidati di antico fondale lacustre (pre-wurmiano), ai depositi del delta che avanzava nel lago, stratificati ed inclinati secondo la scarpa delle terre (all’incirca 37°), per finire con un materasso alluvionale e disposto quasi orizzontalmente. Blocchi rocciosi di tutte le misure sono presenti all’interno dei sedimenti e sarebbero riconducibili ad archi morenici, frontali al ghiacciaio che occupava la valle nell’ultima fase fredda (terminata in zona solo 17.000 anni fa). Il fatto che i limi basali si presentino induriti quasi fossero rocce, anche se in realtà non lo sono, potrebbe trovare giustificazione nell’enorme carico applicato qualora un ghiacciaio vi fosse transitato sopra (anche se a valle mancano gli indizi per stabilire l’eventuale limite raggiunto).

La Val Tramontina col suo vasto territorio montano, pari a complessivi 210 kmq, molti dei quali coperti da boschi, è un rifugio sicuro per numerose specie di animali.  La fauna della vallata è la stanziale tipica alpina. Tra gli altri si possono osservare l’aquila reale, il gracchio, il gallo cedrone, il camoscio, il capriolo, la volpe, la lepre, lo scoiattolo, il muflone, la martora, il tasso e il ghiro.

I laghi e i fiumi presentano una fauna importante con la trota fario, lo scazzone, il gambero. Molto interessante, anche come indice di qualità dell’ambiente, la ricomparsa di specie quali la lince,  l’orso e lo sciacallo dorato.

La flora è così varia da rappresentare diversi ambienti montani e alpini. Sulle rocce troviamo la stella alpina e le sassifraghe; sui ghiaioni il papavero alpino e l’achillea; nei prati i gigli e le orchidee; nei pascoli la pulsatilla, la globularia, le campanule; nelle zone umide il giglio dorato, la soldanella, la pinguicola; nei boschi la fragola, il corniolo, lo spino cervino. Solo in Val Silìsia, per tutto il territorio nazionale, troviamo la Daphne blagayana chiamata a Tramonti Rododendri blanc.

La valle fu abitata probabilmente già in epoca preromana. I suoi borghi ebbero origine probabilmente negli anni 899-951 quando gli Ungari, invadendo più volte la pianura friulana, costrinsero le popolazioni a rifugiarsi sui monti. I primi documenti che ricordano l’esistenza dei Tramonti risalgono alla bolla di Papa Lucio III datata 13 dicembre 1183 e a quella di Papa Urbano III datata 1186. Un successivo atto del 1º maggio 1220 e chiamato “Sentenza Gabalda” chiarisce il confine fra Meduno e Toppo da una parte e Tramonti dall’altra citando poi le “Ville Inferior, Media, Superior” corrispondenti ai tre borghi. Il 29 agosto 1609 con il “Privilegio Tramonti” accordato dalla Serenissima Repubblica Veneta, il nome delle Ville viene mutato nei corrispondenti Tramonti. I Tramontini, ancora oggi, esprimendosi nelle loro parlate friulane citano regolarmente le tre comunità con Vil di Zot, Vil di Mieç, Vil di Zora (Vil da villaggio).

Testimonianze storiche sulla Val Tramontina sono rappresentate anche da alcuni siti archeologici particolarmente interessanti. Se ne possono citare due per importanza: quello di Tridis, scoperto nel 1880, ma andato perduto e quello di Tramonti di Sotto (luglio 1991).

Il numero dei paesi, borgate, località, agglomerati, case sparse che compongono la Val Tramontina raggiunge la ragguardevole cifra di oltre 150 nomi. Essi sono stati la conseguenza della volontà e necessità degli abitanti di trovare zone di insediamento adatte al pascolo ed allo sfruttamento agricolo. Dove c’era questa possibilità veniva costruita dapprima la stalla e successivamente la casa. Questa espansione, più pronunciata nel Sedicesimo secolo, comportò un aumento della popolazione, fino a raggiungere i 5.000 abitanti.

L’arch.Moreno Baccichet, noto studioso di antropologia, etnografia e storia dei paesi di montagna ed in particolare della Val Tramontina che ha studiato e conosciuto a fondo, nel 6° volume della collana “Lis Vilis di Tramonç”, dal titolo “Insediamenti storici e paesaggio in Val Meduna-parte II” così conclude la sua ricerca:

Noi crediamo che i segni principali del sistema dei villaggi ora abbandonati, possono diventare un valore di identità per la vallata. La creazione degli strumenti utili per esercitare sul campo l’archeologia del paesaggio può essere un elemento di distinzione dell’offerta turistica di questa valle rispetto ad altre. Per esempio la roggia della Villa di Sotto, il molino di mezzo, nella Villa di Sopra il molino e la segheria Zatti, potrebbero essere elementi museali di straordinario valore etnografico. I luoghi conservano la memoria di una comunità: la zona di Tramonti è un estensivo parco archeologico, ricco di reperti ancora visibili che vanno dall’età medievale alla fine di quella moderna”.

Elenchiamo qui solo alcune delle borgate e località ancora visitabili in valle:

Nella zona di Tramonti di Sopra:

Pràdis: a febbraio si svolge la “Festa del sole” quando questi ritorna a riscaldare la borgata.

Frassanèit, di Sopra e di Sotto, con la vecchia scuola restaurata e adibita a rifugio alpino.

Maleòn: ultima borgata verso nord, ai piedi del Monte Rest.

Nella zona di Tramonti di Sotto:

Tàmar: è aperto il bivacco Varnerin, attrezzato anche per il pernottamento.

Pàlcoda: sono in corso i lavori di restauro della chiesetta e ultimati quelli del campanile.

Le borgate Pàlcoda e Tàmar sono una cellula dell’Ecomuseo “Lis Aganis”.

Vûar: molto interessante la casa Rugo con portici e logge sovrapposte ad archi.

Nella zona di Tramonti di Mezzo:

Canal di Cuna, con la chiesetta restaurata.

Cumugnas: sopra il paese, un tempo abitata da nobili possidenti.

Nella zona di Chevolis:

Inglagna: splendida borgata attraversata dall’omonimo rio.

Clez, Val, Posplata: vecchie borgate riscoperte e in fase di recupero edilizio.

Alla zona di Campone, spetta il record del numero di borgate che sono ben 20, tutte recuperate dopo il terremoto ed abitate nel periodo estivo: Sàcchiaz, Gai, Zanòn, Sghittosa, Grisa, Martìn, Cam­pone centro, Cleva di Sopra e Sotto, Brandolìn, Pagnàc, Barzanai, Belòz, Pala, Zuliàn, Sclàf, Sialìn, Valènt, Sgualdìn, Piani.