Lis Aganis

Ecomuseo delle Dolomiti Friulane

Fra le tante leggende che riguardano le Agane una racconta di una agana che trasformatasi in salamandra, ai margini di un corso d’acqua stava con fatica aggiungendo nel mondo vita nuova. Passò di lì una donna che la aiutò: conosceva le difficoltà del vivere e il valore della solidarietà. Per ringraziarla l’agana le regalò un gomitolo di lana il cui filo non si consumava mai. Con quella lana la donna, potè fare calzetti e maglie per tutta la sua famiglia. Poi passò il gomitolo ad un’altra donna, che lo usò per quanto le serviva e lo passò a sua volta ad un’altra donna che ne aveva bisogno. Il gomitolo di lana, dice la leggenda, continua ancora a girare, risorsa inesauribile, di casa in casa, perché nessuno ne ha abusato o lo ha tenuto solo per sé.

Lis Aganis Ecomuseo delle Dolomiti Friulane nasce su impulso dell’Iniziativa Comunitaria Leader+ nell’agosto 2004. L’Associazione conta attualmente 36 soci: 17 Enti locali, fra i quali la Comunità Montana del Friuli Occidentale, 17 Associazioni culturali, la Direzione Didattica di Maniago e l’Istituto comprensivo di Montereale Valcellina.

Gli obiettivi principali dell’Ecomuseo sono: la promozione culturale, sociale e civile; lo studio, il recupero e la valorizzazione dei “beni di comunità”; la promozione di una migliore qualità del vivere; il supporto a forme di sviluppo sostenibile nell’ambito territoriale della montagna e della pedemontana del Friuli occidentale.

Comprende la valle del Vajont, le valli del Cellina e del Colvera, le valli del Meduna, del Cosa e dell’Arzino, la Pedemontana e i Magredi, l’area dell’alto Livenza.

L’Ecomuseo è un laboratorio in continuo farsi, cioè un modo moderno di pensare e vivere il patrimonio locale: le vicende e gli stili di vita delle comunità, le caratteristiche tipologiche dei luoghi, i rapporti sociali interni alle singole comunità e quelli tra comunità contigue o lontane, gli usi, gli abusi, il disuso o il mal uso delle risorse sia umane e generazionali, che dell’ambiente naturale, quali “luoghi di affezione”; le “mappe mentali” individuali e comunitarie.

L’Ecomuseo con i suoi siti, le sue sedi espositive e con le sue iniziative culturali, turistiche, di animazione sociale, di ricerca e di divulgazione oltre che di didattica, vuole raccontare il territorio – a chi qui vive e a chi vi arriva da fuori – secondo più punti di vista: antropologico, storico, ambientale, turistico, economico.

È una rete, reale prima che virtuale, cioè un modo di “fare insieme” di Associazioni, Istituzioni, Enti, singoli cittadini di un territorio ampio, con elementi anche di rilevante diversità, ma con problemi analoghi di conoscenza e valorizzazione. Sono presenti e già ben individuati alcuni ambiti e alcune linee tematiche alle quali dare sempre maggiore consistenza progettuale ed operativa.

Ad esempio le tracce lasciate nell’uso dell’ambiente dalle genti che lo hanno abitato o percorso, da quelle più antiche, fino a quelle della generazione “del nonno” e a quelle d’oggi, lette nel loro evolversi nel tempo, senza rimpianti nostalgici bensì in una prospettiva che individui o inventi possibili e praticabili forme di nuova utilizzazione, rispettose dell’ambiente. Perché è l’ambiente, in quanto organismo vivo, la risorsa fondamentale del territorio.

In esso sono presenti beni culturali di varia natura: i modi di organizzazione della vita comunitaria, le economie di nicchia chiuse o aperte verso l’esterno, le geografie della religiosità popolare e di quella ufficiale, le memorie di vita, di lavoro, di emigrazione, i simboli ancora visibili del potere politico, la storia geologica, le parlate locali e le ragioni del loro formarsi e differenziarsi, le tracce dell’uso delle risorse nel tempo.

Nel territorio dell’Ecomuseo sono presenti, e già attive, numerose “cellule” espositive, diverse delle quali proprio lungo l’itinerario Montanevie:

  • Museo dell’arte Cucinaria dell’Alto Livenza, Polcenigo;
  • Sentiero naturalistico di San Tomè, Budoia;
  • Centro didattico della Scuola d’Ambiente, Barcis;
  • Museo etnografico, Andreis;
  • Mostra dell’associazione “Scarpeti”, Poffabro
  • Mostra “Da li mans di Carlin”, Frisanco
  • Casa Andreuzzi, Navarons
  • Borgo Pàlcoda, Tramonti di Sotto;
  • Murales dei mestieri tipici, Tramonti di Sopra
  • Museo della Grotta, Pradis.

Per l’elenco completo delle “cellule”:

www.ecomuseolisaganis.it