Legenda
percorso completo
tratto 1

a piedi

in bicicletta

con gli sci

in auto

a cavallo

L’itinerario ha inizio al confine con il Veneto, in un territorio particolarmente suggestivo per le notevoli valenze naturalistiche e paesaggistiche. L’intero comprensorio è caratterizzato dalla presenza di un’alta variabilità di forme dovuta essenzialmente all’azione congiunta di vari fenomeni geologici che hanno modellato il massiccio Cansiglio-Cavallo. L’attività agricola, e pastorale in particolare, ha contribuito più di altre a modificare queste aree, creando all’interno del manto forestale prati e pascoli, che, fino agli anni dell’industrializzazione, hanno rappresentato una risorsa fondamentale all’interno del sistema agro-zootecnico alpino.

Negli ultimi decenni, per ragioni tecniche ed economiche, ma anche sociali e culturali, questa risorsa ha perso progressivamente la sua tradizionale valenza. L’itinerario, anche attraverso le sue varianti, vuole far conoscere la realtà dell’alpeggio nel Friuli occidentale toccando numerose malghe e pascoli.

Percorrendo la strada del Gajardin che da Sarone porta all’altopiano del Cansiglio, presso un tornante si incontra Malga Coda del Bosco (870 m s.l.m.), meglio conosciuta come Malga “dal Titti”, punto di partenza del nostro itinerario, in comune di Caneva: la struttura, aperta tutta l’estate, offre la possibilità di pernottamento per 6 persone e di ristorazione. Oltre alla casera che svolge servizio agrituristico con vendita di prodotti tipici quali miele, formaggio e marmellata, la malga comprende gli edifici di Fossa di Stevenà, situati poco oltre all’interno di una dolina, e quelli di Sponda Alta, con un piccolo pascolo prossimo a Malga Cercenedo, utilizzato solo dal bestiame giovane.

Si risale quindi la strada provinciale verso il Cansiglio e, dopo circa 2 km, la si lascia immettendosi a destra sulla pista pavimentata che attraversa il bosco in leggera salita. Si raggiunge quindi il Casello della Guardia, un casello forestale al termine della pavimentazione della pista. Si prosegue su strada sterrata incontrando a sinistra il tracciato di variante denominato “Strada alta”, della lunghezza di circa 7 km.

 

VARIANTE Strada alta

La variante si ricongiunge all’itinerario principale in località Busa Bernart (1250 m s.l.m.). Chi vuole percorrerla attraversa il bosco fino al rifugio Maset, possibile punto di sosta discosto 150 m dal percorso, e alla Malga Col dei S’cios (1340 m s.l.m.). La malga deve il nome alla presenza, nelle sue vicinanze, di reperti fossili di gasteropodi, chiamati s’cios nella parlata locale. Gli edifici comprendono la casera recentemente ristrutturata, la vecchia stalla, che conserva ancora la struttura tipica, e la stalla utilizzata per la mungitura degli animali. Nella casera è presente il locale per la trasformazione casearia, che avviene secondo la tradizione locale. La malga offre servizio di ristoro con vendita di burro, formaggio e ricotta. Il percorso di variante è particolarmente suggestivo poiché attraversa vaste faggete e, nelle vicinanze della casera, ampi pascoli su terreno carsico segnato dalla presenza di numerose doline che si perdono sull’orizzonte del Monte Cavallo.

 

VARIANTE La Crosetta

Poco prima del ricongiungimento con l’itinerario principale, la variante interseca un ulteriore percorso alternativo che, raggiunta l’ex casa della forestale di Candaglia (punto di sosta notevole per la magnifica vista sul Pian del Cansiglio), si divide in due tracciati: uno scende su strada pavimentata al Pian del Cansiglio, l’altro con andamento altimetrico costante, prosegue su pista sterrata all’interno della foresta fino a raggiungere la località La Crosetta e l’Itinerario del Cansiglio.

 

VARIANTE Vallone di Sarone

Da Malga Coda del Bosco seguendo la strada bianca a destra, vi è la possibilità di percorrere un’altra variante denominata “Vallone di Sarone” che la collega, in costante salita, a Casera Brusada. Proseguendo, sempre su sterrata, si giunge dopo circa 2,5 km alla Malga Pizzoc (999 m s.l.m.), un tempo malga accorpata con Malga Brusada e Zornera; oggi gli edifici di queste ultime sono affittati per uso residenziale, mentre i pascoli vengono tutt’ora usati per l’alpeggio. Gli edifici rimasti in uso alla malga sono, quindi, solo quelli di Pizzoc e comprendono la casera e la stalla, utilizzata per le operazioni di mungitura e, in casi di maltempo straordinario, per il ricovero degli animali. Un locale della casera è inoltre adibito alla lavorazione del latte e alla stagionatura dei prodotti, poi venduti in Malga Coda del Bosco.

Questa variante, che si sviluppa su pista forestale quasi come una cengia sulla montagna aperta, è di grande interesse poiché offre costantemente una vista panoramica sulla pianura fino al mare.

Proseguendo sull’itinerario principale con pendenza costante, si incontrano tre malghe monticate, presso le quali è possibile acquistare prodotti caseari: Fossa di Sarone, Fossa di Bena e Costa Cervera.

Malga Fossa di Sarone (1005 m s.l.m.) è adagiata ai piedi del Collat, un modesto rilievo che si affaccia sulla pianura sottostante, e si estende su due doline adiacenti, Fossa di Sarone e Folador. La malga comprende diversi edifici tra cui la casera, adibita ad abitazione del malghese e alla lavorazione del latte, la vecchia casera ristrutturata e la stalla, oltre ai due pascoli. La lavorazione del latte segue il metodo tradizionale utilizzando la strumentazione tipica.

Collocata sul fondo di una dolina, da cui il termine “fossa”, la Malga Fossa di Bena (1040 m s.l.m.) comprende la casera e la stalla. A valle degli edifici, in prossimità di un bacino per la raccolta dell’acqua piovana, è ancora riconoscibile la vecchia casera con le tipiche murature a secco.

Malga Costa Cervera (1131 m s.l.m.) è situata in una piccola conca ai piedi del Col Scarpat e comprende anche i pascoli delle vecchie Malghe Bos e Busa Bravin le cui strutture, da tempo abbandonate, non sono più riconoscibili. La casera, come gli altri edifici della malga principale, è stata ristrutturata e ampliata conservando però la tipologia originaria.

Nella casera sono presenti i locali per la trasformazione del latte e quelli per la stagionatura dei prodotti. Accanto si trova il moderno stallone e la vecchia stalla ora adibita a ricovero per gli ovini.

Raggiunta Busa Bernart si può godere dell’ospitalità offerta nei fabbricati dell’ex malga ed ex casello della Forestale, ristrutturati e gestiti dagli Alpini della Sezione di Polcenigo.

 

VARIANTE Casera Ceresera

Da Busa Bernart, seguendo il percorso, dopo pochi metri si incontrano a sinistra le varianti “Strada Alta” e “del Cansiglio” citate in precedenza. Puntando verso est in direzione Piancavallo e dopo un breve tratto deviando a sinistra, si può seguire una strada sterrata, che con circa 1,5 km di saliscendi conduce alla Casera Masonil Vecio. Da qui si segue un sentiero che porta alla Casera Ceresera (1347 m s.l.m.), ristrutturata dalla sezione C.A.I. di Sacile e adibita a rifugio, con la possibilità di pernottamento per sei persone. La casera viene utilizzata quale base per attività didattiche ed escursionistiche organizzate nell’ambito della Commissione Alpinismo Giovanile del Club Alpino Italiano.

Da qui le Dolomiti appaiono in tutto il loro splendore e in particolare si distinguono il Gruppo dei Monti del Sole, lo Schiara, l’Antelao e il maestoso Pelmo.

 

 

Foto di Prova